Cheloide su piercing?

Cheloide su piercing?

Cheloide su Piercing?  

Breve guida su come curare il cheloide.

Il piercing, anche quando vengono rispettati i canoni d’igiene e di professionalità, può dare qualche problema. Uno dei più frequenti, purtroppo, è il cheloide. Un’errata cicatrizzazione da parte del nostro corpo, che può avvenire in seguito a qualunque taglio, nonché in seguito a qualunque tipo di piercing. Vediamo insieme cosa c’è da sapere sulla relazione tra cheloidi e piercing, se c’è effettivamente da preoccuparsi, se c’è qualcosa da fare per evitare che si formino.

  • CHELOIDE PIERCING | BLOG B-HILLSSu quali piercing sono più comuni i cheloidi?

Un cheloide può comparire praticamente su ogni tipo di piercing, anche se statisticamente possiamo dirvi che i cheloidi sono molto più frequenti su:

  • Piercing al lobo delle orecchie;
  • Piercing Helix;
  • Piercing Helix inverso (Forward Helix);
  • Piercing all’arco cartilagineo dell’orecchio;
  • Narice (Nostril);
  • Ombelico;
  • Tutti i tipi di labbret.

In altri piercing invece, la formazione di cheloidi è meno probabile, ma non è del tutto scontato che possano formarsi anche in altre tipologie. 

  • Perché si formanoi cheloidi?

È uno dei grandi misteri della medicina moderna. Il cheloide è di fatto un errore del nostro corpo, con la cicatrice che diventa ipertrofica e quindi supera di gran lunga la grandezza che dovrebbe occupare. È un meccanismo che non è detto che si attivi sempre. La comparsa di un cheloide su di un piercing può anche per esempio non comparire nella prima realizzazione di un piercing, ma può bensì succedere su successivi piercing che vengono effettuati. Non è da scontare l’idea che se il vostro primo piercing ha fatto un cheloide, i vostro successivi piercing lo formino.

  • Che fare in caso di cheloide sul piercing?

L’asportazione non si è rivelata la soluzione più efficace in quanto il cheloide tende quasi sempre a ricomparire in forma più grave dopo ogni tentativo di trattamento. Solitamente si procede con infiltrazioni cortisoniche che spesso si dimostra essere la terapia più utile, tuttavia il rapido sollievo risulta solo un successo momentaneo.

  1. Mantenete igienizzata e pulita l’eventuale ferita.
  2. E’ sicuramente indicato fare massaggi per rendere la pelle più elastica e morbida.
  3. Le sostanze consigliate sono:  creme e preparati a base di Vitamina E, olio di lavanda, e Aloe puro. La vitamina E serve per le riparazioni cutanee, così come la lavanda, l’aloe aiuta i tessuti a ricostruirsi, antinfiammatorio e modulante per il sistema immunitario, quindi un prezioso alleato in questa situazione, oltre che rinfrescare ed alleviare anche la sensazione di prurito. Queste sostanze riducono e migliorano il tessuto della cicatrice.
  4. La vitamina E può anche essere utilizzata localmente con un buon olio che la contenga come l’olio di germe di grano o l’olio di Argan.
  5. Resistete alla tentazione di grattare via la formazione della crosta o escrescenza perché significherebbe stimolare ulteriormente la formazione di collagene, un componente del tessuto cicatriziale.
  6. Aggiungete alimenti ricchi di vitamina E alla vostra dieta che accelera il processo di guarigione del corpo. I bioflavonoidi o antiossidanti contenuti nella frutta hanno un effetto antibatterico, fibrinolitico, di liberazione di antistaminici, ed effetti antiproliferativi nelle cellule normali e maligne. La quercitina, un bioflavoide a largo spettro, si può trovare nelle cipolle, nelle mele, nel vino rosso e nel tè nero.
  7. Alcuni testi consigliano anche l’uso del succo di  limone e di cipolla bianca: strofinando alcune gocce di succo di limone fresco sulla cicatrice si levigherebbe lo strato superiore della pelle, rendendo la cicatrice meno evidente. La cipolla invece è riconosciuta per la sua proprietà di ridurre la formazione delle cicatrici, usando il suo succo su di un  batuffolo di cotone applicandolo almeno per un paio di volte al giorno.
  8. Proteggete i cheloidi dal sole con creme solari, l’esposizione al sole può portare ad un maggiore scolorimento delle cicatrici o anche infiammazione della parte.
  9. Consultate un fidato dermatologo per ogni infiammazione e per decidere insieme come meglio procedere ad alleviarne i sintomi e perché no…aiutarsi con metodi naturali per coadiuvare ogni aspetto psicoemotivo.

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